La tesi manda nel pallone tantissimi studenti. Se hai sempre fatto esami orali e non hai mai scritto un elaborato lungo è normale: è un lavoro diverso da tutto quello che hai fatto finora. Fino a ieri dovevi capire e ricordare. Adesso devi cercare, leggere e produrre.
Ho scritto due tesi. Nella prima ho fatto quasi tutti gli errori possibili, nella seconda ho applicato quello che avevo imparato. Ecco come scrivere la tesi di laurea con le indicazioni che mi sono servite davvero.
Quando chiedere la tesi
Il mio consiglio è di iniziare a pensare all’argomento e a contattare i professori circa un anno prima della data di laurea che hai in mente. Molti corsi permettono di chiedere la tesi solo sei mesi prima, ed è proprio per questo che conviene muoversi in anticipo: arrivi pronto o pronta e non perdi un semestre.
C’è anche un motivo di abitudine. Se cominci a scrivere mentre dai gli ultimi esami, la routine di studio quotidiano si trasforma in una routine di scrittura quotidiana. Chi inizia la tesi solo dopo l’ultimo esame vive un cambio brusco, e spesso si blocca per settimane.
Come scegliere il relatore
Il relatore conta quanto l’argomento. Cerca una persona che:
- è presente in facoltà e fa ricevimento con regolarità;
- risponde alle mail in pochi giorni, e non dopo tre settimane;
- ti lascia libertà almeno sull’organizzazione dei capitoli;
- al ricevimento ha tempo per parlare e non ti congeda in cinque minuti.
Chiedi a chi si è appena laureato con quel professore: in dieci minuti scopri come lavora. Spesso è il correlatore o un assegnista a seguirti da vicino, e va bene così.
Come scegliere l’argomento
Se puoi, scegli un argomento che ti interessa. Il cervello si annoia in fretta, e passare sei mesi su qualcosa che non ti dice niente rende difficile sia la ricerca sia la scrittura. Se l’argomento ti viene assegnato, cerca dentro quel tema l’aspetto che ti incuriosisce. Nella prima laurea ho unito quello che mi piaceva, la musica, con quello che il corso richiedeva, la linguistica. Nella seconda mi hanno proposto una tesi sul sonno e io ci ho aggiunto i sogni.
Togliti un peso: alla triennale nessuno ti chiede una scoperta originale. Ti chiedono un lavoro fatto bene. La sfida è spiegare in modo chiaro e preciso tutto quello che scopri sull’argomento, magari trovando un collegamento con altre materie che nessuno aveva notato. L’obiettivo che ti guida è interessare la commissione.
Tesi compilativa o sperimentale?
| Tesi compilativa | Tesi sperimentale | |
|---|---|---|
| Cosa fai | Raccogli, confronti e organizzi quello che altri hanno scritto su un tema | Raccogli dati tuoi: un esperimento, un questionario, un’analisi sul campo |
| Dove è più comune | Triennali e corsi umanistici | Magistrali e corsi scientifici |
| Tempi indicativi | Almeno 4-6 mesi | Spesso 8-12 mesi, perché i dati richiedono tempo |
| Rischio principale | Diventare un riassunto senza un filo | Ritardi nella raccolta dei dati |
Come scrivere la tesi di laurea in 7 passi
1. Prepara subito un indice, anche provvisorio
All’inizio non sai quasi niente dell’argomento e l’indice sembra impossibile. Fallo lo stesso. Raccogli il materiale principale e leggilo in fretta: titoli e sottotitoli dei libri, abstract e conclusioni degli articoli. Poi scrivi capitoli e sottocapitoli in ordine logico, come in uno schema a piramide: argomenti, sottoargomenti, i dettagli dopo.
Immagina un trasloco. Le informazioni sono sparse in tanti garage, e i capitoli sono le scatole. Ogni volta che trovi qualcosa di utile sai già in quale scatola va. Senza indice ogni nuovo libro diventa un’angoscia: non sai dove metterlo e finisci per riscrivere interi capitoli.
2. Annota la bibliografia dal primo giorno
Quando un libro o un articolo ti serve, segna subito autori, titolo, anno, editore o rivista e pagine, nel formato che chiede il tuo corso. Lasciare la bibliografia alla fine è l’errore che ruba più tempo: pensi che basteranno due giorni e ne servono dieci, a caccia di libri restituiti e articoli spariti. Un programma gratuito come Zotero salva le fonti con un clic e genera la bibliografia nello stile che vuoi.
3. Una fonte alla volta, dentro la tesi
Leggi una fonte, prendi quello che serve e scrivilo subito con parole tue nel capitolo giusto. Evita di riempire quaderni di appunti su tutte le fonti per poi cominciare a scrivere: ti ritrovi con centinaia di pagine da riorganizzare. Se vuoi un sistema di note collegate prova il metodo Zettelkasten.
4. Prima stesura semplice, seconda stesura curata
Nella prima stesura scrivi in modo semplice, come se spiegassi a un collega. Conta capire e mettere in ordine. Nella seconda stesura sistemi il linguaggio, aggiungi i termini tecnici e lo stile più formale che molti relatori chiedono. Fare le due cose insieme rallenta e blocca.
5. Manda un capitolo alla volta
Finito un capitolo, una revisione veloce e lo mandi al relatore. Intanto cominci il successivo. Quando arrivano le correzioni sei già avanti. Aspettare di avere tutta la tesi pronta significa scoprire tardi che l’impostazione non andava.
6. Aggiorna il relatore ogni due settimane
Anche se non risponde sempre, una mail ogni due settimane con il punto della situazione ti tiene in carreggiata. Prepara le domande prima del ricevimento e scrivi le risposte. Ti salva dai dubbi che tornano appena esci dallo studio. Se il relatore ti dà delle scadenze per capitolo, ancora meglio: mettono pressione e funzionano contro il perfezionismo.
7. Esci di casa
Nella prima tesi mi sono chiuso in camera per mesi ed è stato un errore. Porta il portatile in biblioteca e scrivi in mezzo ad altri studenti. La solitudine della tesi pesa più di quanto pensi, e lavorare in un ambiente dove tutti studiano aiuta a mantenere il ritmo.
Com’è fatta una tesi di laurea
La struttura di base è quasi sempre questa. Controlla però il regolamento del tuo corso: margini, carattere, interlinea e stile delle citazioni cambiano da ateneo ad ateneo.
- Frontespizio: ateneo, corso, titolo, relatore, nome, matricola, anno accademico.
- Indice.
- Introduzione: di cosa parli, perché e come è organizzato il lavoro. Conviene scriverla per ultima.
- Capitoli: di solito da tre a cinque.
- Conclusioni: cosa hai scoperto e cosa resta aperto.
- Bibliografia ed eventuale sitografia.
- Appendici, se servono: questionari, tabelle, dati.
La lunghezza la fissa il regolamento. Spesso una tesi triennale sta tra le 30 e le 60 pagine e una magistrale è più lunga, ma ci sono corsi con limiti molto diversi.
Plagio e intelligenza artificiale
Molti atenei controllano le tesi con software antiplagio. Citare va benissimo, copiare no: ogni frase presa da altri va tra virgolette con la fonte, ogni idea ripresa va attribuita. Riscrivere con parole tue dopo aver capito, come nel passaggio 3, ti mette al sicuro.
Sull’uso di strumenti di intelligenza artificiale le regole cambiano da ateneo ad ateneo. Leggi il regolamento del tuo corso e chiedi al relatore cosa è ammesso prima di usarli.
Domande frequenti sulla tesi di laurea
Quanto tempo prima della laurea bisogna chiedere la tesi?
Dipende dal regolamento: molti corsi chiedono di depositare l’argomento almeno sei mesi prima. Conviene però iniziare a pensarci e a parlare con i professori circa un anno prima della data di laurea, mentre dai gli ultimi esami.
Quante pagine deve avere una tesi triennale?
Lo stabilisce il tuo corso di laurea. Spesso una tesi triennale sta tra le 30 e le 60 pagine. Più delle pagine contano la chiarezza e la qualità delle fonti.
Come si inizia a scrivere la tesi di laurea?
Raccogli i testi principali, leggine in fretta indici, abstract e conclusioni, poi prepara un indice provvisorio con capitoli e sottocapitoli. Da lì scrivi un capitolo alla volta, annotando subito la bibliografia.
Quanto tempo ci vuole per scrivere una tesi?
Per una tesi compilativa calcola almeno quattro-sei mesi di lavoro costante. Una tesi sperimentale richiede di solito di più, perché raccogliere e analizzare i dati porta via tempo.
Come superare il blocco della tesi?
Spezza il lavoro: un sottocapitolo alla volta, con una scadenza. Scrivi la prima stesura in modo semplice senza correggerti, mandala al relatore e passa oltre. Se il blocco riguarda lo studio in generale leggi la guida su cosa fare quando non riesci a studiare.
Dott. Giovanni Fenu, ideatore dell’Apprendimento Fenomenico®. Per finire gli ultimi esami in tempo e arrivare alla tesi con la testa libera scopri il metodo MemoVia.
