sono stanche, hanno 4-5 SET assegnati a ciascuna e lavorano per circa 12 ore al mese con ciascuna famiglia per cui devono fare educativa domiciliare

ma un intervento intensivo (es. 6 ore settimanali) integrato, soprattutto nella fase iniziale, ha effetti maggiori che un effetto prolungato

ha fatto disegnare ai partecipanti il rapporto tra i bambini che seguono e la rete di servizi. Alcuni hanno disegnato la bambina al centro e l'educatore che fa da ponte tra alcuni servizi, altri hanno disegnato i servizi (assistenti sociali, psichiatri, scuola, ecc) che parlano tra loro, l'informazione circola. Ciascuno fa quel che ritiene giusto, ma fanno un casino

gli educatori si sentono iper-responsabilizzati e molto soli

ma il loro compito è anche sia di fare in parte da ponte, sia di sensibilizzare ed essere agenti di cambiamento, stimolare la rete e l'azione anche di altri servizi rispetto a determinati problemi

questi problemi non devono essere necessariamente soluzioni enormi, ma anche piccole cose: per esempio riuscire a fare due incontri consecutivi con una famiglia che fino a quel momento è stata molto sfuggente

tirare dentro altre figure professionali. Bisogna sempre provare altro, che se si usa sempre lo stesso schema si ha sempre la stessa situazione. In pratica bisogna provarle tutte, anche in modo creativo e talvolta "disfunzionale" rispetto al sistema di regole e valori condiviso (dalle famiglie, da gli altri servizi)

anche perché le situazioni delle famiglie, che gli educatori devono affrontare, si sono generate almeno lungo tre generazioni passate. Quindi non c'è alcuna urgenza, ci possiamo prendere il tempo per pensare, sperimentare, provare. Nulla si risolverà in due ore o peggiorerà/migliorerà con una singola azione

anche perché gli educatori sono poco protetti e supportati, ma senza il tempo per pensare e ragionare su come agire, lo diventano ancora meno!

esempi:

  • servizi e famiglia si incontrano una volta ogni 20-30 giorni per stabilire micro-obiettivi educativi (concreti, interessanti, raggiungibili e soprattutto con limiti di tempo brevi!) e vedere come raggiungerli

  • l'equipe deve essere paritaria (non c'è qualcuno che conta di più) e tutti lavorano insieme, si sentono spesso, fanno le cose insieme

  • quando ci sono incongruenze tra le relazioni di professionisti diversi (es. la psicologa dice che la mamma non vede i bisogni della figlia, l'educatrice invece dice di sì) è meglio portare dati oggettivi a sostegno della propria teoria (es. "la mamma nota che la bambina ha sete e alle 16:30 le ha comprato una bottiglia d'acqua")

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