I motivi per tornare sui libri sono tanti. C’è chi ha un sogno nel cassetto, chi vuole chiudere una laurea lasciata a metà o prendere il diploma, chi prepara un concorso per fare carriera. E c’è chi ha avuto un’esperienza disastrosa all’università anni fa e ora vuole riprovarci, magari in un’università telematica che si concilia con il lavoro.
Sono tutti ottimi motivi. Attenzione però: se riparti con lo stesso metodo di allora rischi di rivivere le stesse difficoltà. Vediamo come ricominciare a studiare nel modo giusto.
Le paure di chi vuole ricominciare a studiare (e perché sono infondate)
Dopo tanti anni il primo pensiero è quasi sempre: “Sono lento, non capisco, non ricordo”. Poi arrivano le altre domande. Avrò la costanza? Dove trovo il tempo tra lavoro e famiglia? Non sarò troppo vecchio o troppo vecchia?
La paura più diffusa è che a 40 o 50 anni il cervello non funzioni più come a vent’anni. Le ricerche sull’invecchiamento cognitivo, come quelle di Timothy Salthouse, raccontano una storia diversa. La velocità con cui elabori informazioni nuove cala piano con gli anni. Vocabolario, conoscenze generali e capacità di ragionare su ciò che sai restano stabili o continuano a crescere fino a età avanzata. In pratica sei un po’ più lento sui dettagli nuovi e molto più bravo a collegarli.
Se oggi fatichi su un capitolo i motivi sono altri. Sei fuori allenamento, e l’allenamento torna. Hai la testa piena di lavoro e impegni, e a questo si può rimediare con l’organizzazione.
Il tuo vantaggio: l’esperienza
Chi studia a vent’anni, senza aver mai lavorato, tende al nozionismo: impara definizioni che non sa dove collocare. Da adulto hai un vantaggio enorme. Hai visto un contratto vero, hai gestito persone, hai fatto la spesa con un budget. Ogni concetto nuovo trova un aggancio in qualcosa che hai vissuto, e quello che si collega si ricorda.
Usalo apposta. Quando leggi un paragrafo chiediti: dove l’ho già visto succedere nella mia vita o nel mio lavoro?
Come ricominciare a studiare in 6 passi
1. Parti con sessioni brevi
I primi giorni bastano 15-20 minuti. Se dopo venti minuti ti fuma la testa va benissimo: stai riattivando un muscolo fermo da anni. Allunga le sessioni di qualche minuto alla settimana. Chi parte con quattro ore al giorno di solito molla entro un mese.
2. Non guardare la quantità
Il manuale da 800 pagine spaventa. Non calcolare quante pagine all’ora dovresti fare, e soprattutto non confrontarti con chi è più giovane o con chi quella materia la trova facile. Ci vuole un solo pomeriggio più lento del previsto per demoralizzarti. Guarda la pagina che hai davanti.
3. Fai pulizia nel tuo vecchio metodo
Prendi un foglio e scrivi in colonna tutto quello che facevi per studiare: sottolineare con cinque colori, fare schemi giganti, riassunti dettagliati, ripetere all’infinito. Accanto a ogni attività dai due voti da 1 a 5: quanto tempo ti costava e quanto ti aiutava davvero a ricordare. Tieni le attività che costano poco e servono molto. Riduci o elimina quelle che costano tanto e servono poco.
| Attività | Tempo | Utilità | Decisione |
|---|---|---|---|
| Sottolineare tutto a colori | 4 | 1 | Elimina: dà l’illusione di aver studiato |
| Riassunti lunghissimi | 5 | 2 | Sostituisci con schemi brevi |
| Rileggere più volte | 4 | 2 | Sostituisci con la ripetizione a libro chiuso |
| Farsi domande mentre si legge | 2 | 5 | Tieni |
| Ripetere a libro chiuso | 2 | 5 | Tieni |
| Ripassi distanziati nel tempo | 1 | 5 | Tieni |
La tabella è un esempio: i voti sono quelli che darebbero molti studenti, i tuoi possono essere diversi.
4. Leggi facendoti domande
Invece di affrontare il libro dal capitolo 1, paragrafo 1, chiediti per ogni paragrafo: a quale domanda risponde? Se la domanda è importante per l’esame, rispondi con parole tue e cerca di capire a fondo. Se non lo è, leggi e vai avanti. Poi fissa quello che hai capito con l’active recall e i ripassi programmati. Sono i due metodi con più prove scientifiche, e richiedono poco tempo.
5. Costruisci un sistema, più che un obiettivo
“Dare quattro esami entro giugno” è un obiettivo. “Studiare 40 minuti ogni sera dopo cena, cinque giorni su sette” è un sistema. Chi vive solo per l’obiettivo si sente in debito ogni giorno in cui non è ancora arrivato. Chi ha un sistema vince ogni sera in cui lo rispetta, e se non funziona lo aggiusta. Gli esami arrivano come conseguenza.
6. Organizza la settimana, non le ore
Con lavoro e famiglia i programmi al minuto saltano al primo imprevisto. Decidi all’inizio della settimana in quali momenti studi, anche solo tre o quattro, e proteggili. Se lavori leggi la guida su come lavorare e studiare contemporaneamente e quella su come laurearsi lavorando.
Riprendere una materia che odi o dopo un fallimento
A volte non si riprende a studiare in generale: si riprende una materia che ci ha fatto soffrire, o un esame andato male. Io per anni ho avuto il terrore della matematica, e tutto risaliva a un’insegnante delle medie. Capita a tantissimi.
Chiediti perché quella materia ti blocca e scrivilo, o parlane con qualcuno. Spesso la risposta è un ricordo, una frase sentita a quattordici anni. Riconoscerla toglie metà del peso. Poi applica le stesse regole: sessioni brevi, niente confronti, una pagina alla volta. Se è un esame che non riesci a passare, trovi altre indicazioni nella guida per lo studente in crisi.
Aspetti pratici se torni all’università
- Esami già sostenuti: se hai una carriera interrotta chiedi alla segreteria quali esami ti possono essere riconosciuti. Spesso si recupera più di quanto pensi.
- Iscrizione part-time: molti atenei permettono di iscriversi a tempo parziale, con meno crediti all’anno e tasse ridotte.
- Esperienza lavorativa: in alcuni corsi conoscenze e abilità professionali certificate possono valere crediti. Chiedi al tuo corso di laurea.
- Telematica o in presenza: valuta costi, orari e quanta autodisciplina hai. Trovi i criteri nella guida su come scegliere l’università.
Domande frequenti su come ricominciare a studiare
È troppo tardi per ricominciare a studiare a 40 anni?
No. Con l’età cala un po’ la velocità con cui si elaborano informazioni nuove, ma conoscenze e capacità di collegare restano stabili o crescono. Con un metodo efficace e sessioni regolari si studia bene anche a 40, 50 o 60 anni.
Come riprendere a studiare dopo tanti anni?
Parti con sessioni brevi di 15-20 minuti, elimina le attività che ti fanno perdere tempo senza farti ricordare e leggi facendoti domande. Fissa quello che capisci con la ripetizione a libro chiuso e i ripassi distanziati.
Quante ore al giorno deve studiare un adulto che lavora?
Conta più la regolarità della quantità. Un’ora concentrata quasi tutti i giorni rende più di sei ore nel fine settimana. Calcola il carico sui crediti: ogni CFU corrisponde a circa 25 ore di impegno complessivo tra lezioni e studio.
Come ritrovare la concentrazione dopo anni che non si studia?
Come un allenamento: poco e spesso. Telefono in un’altra stanza, sessioni brevi con pause vere, per esempio con la tecnica del pomodoro. In due o tre settimane la tenuta migliora molto.
Meglio università telematica o tradizionale per chi lavora?
La telematica offre flessibilità di orari e lezioni registrate, costa di più e richiede autodisciplina. La tradizionale costa meno e dà un ambiente di studio con compagni e professori. Dipende da quanto tempo puoi frequentare e da come studi meglio.
Dott. Giovanni Fenu, ideatore dell’Apprendimento Fenomenico®. Per ripartire con un metodo pensato per chi ha poco tempo scopri il metodo MemoVia.
